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Cile

Cile: Landini, importante sentenza Processo Condor che condanna militari golpisti, finalmente giustizia

Maurizio Landini a In mezz'ora Roma, 27 gennaio 2019: Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata, In mezz'ora
© Simona Caleo/Cgil
Foto: Simona Caleo/Cgil
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Il segretario generale della Cgil  Maurizio Landini  commenta la sentenza di condanna definitiva emessa dal Tribunale di Roma, a distanza di quarantotto anni, per tre degli ex militari golpisti cileni imputati nel processo Condor

Roma, 1 luglio – “Siamo molto contenti di questa sentenza, innanzitutto per le famiglie delle vittime che finalmente hanno trovato giustizia, ed ancor più perché ciò è avvenuto nel nostro paese, in Italia”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini commenta la sentenza di condanna definitiva emessa dal Tribunale di Roma, a distanza di quarantotto anni, per tre degli ex militari golpisti cileni imputati nel processo Condor, che l’11 settembre 1973 assalirono il Palazzo della Moneda compiendo il colpo di stato che mise fine all’esperienza dell’Unidad Popular di Salvador Allende e scatenò una delle più violente e sanguinarie dittature latinoamericane che causò la morte, la tortura e la scomparsa di migliaia di studenti, sindacalisti, attivisti e dirigenti politici.

Il processo si è potuto realizzare in Italia, presso il Tribunale di Roma, a seguito delle denunce dei familiari delle vittime di origine italiana, desaparecidos  sequestrati e torturati dagli squadroni della morte, dai servizi militari e di polizia deviati di Uruguay, Argentina, Cile, Brasile, Paraguay, Bolivia, Perù, in quello che è stato il Plan Condor, piano eversivo sostenuto dal Dipartimento di Stato USA, che ha promosso e favorito le dittature militari e la feroce repressione politica e sociale, tra gli anni settanta ed ottanta del secolo scorso.

“La Cgil, insieme a Cisl e Uil, – ricorda Landini – ha accompagnato e sostenuto i familiari delle vittime e collaborato con avvocati e associazioni per i diritti umani per restituire verità e giustizia a chi ha pagato con la vita per le proprie idee e per la propria attività sindacale. Ci auguriamo – conclude il segretario generale della Cgil – che questa sentenza possa trovare seguito in Cile e negli altri Paesi del Sud America per fare i conti con quel drammatico passato, senza dimenticare e senza impunità, affinché quelle società siano libere dal peso insopportabile dell’ingiustizia”.