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Prova spalla e "leggi anche" in anteprima test

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Discuterne seriamente. Forse basterebbe questo per dare un contributo concreto alla trasformazione delle modalità con cui si può rendere la prestazione lavorativa, una trasformazione che, nel caso del lavoro agile, da esperienza figlia delle necessità dell'emergenza si sta lentamente trasformando in scelta strutturale in molti luoghi  di lavoro. Per discuterne seriamente non sono possibili letture a senso unico, occorre uscire da una continua disputa fra chi considera lo smart working di fatto una vacanza retribuita, un non lavoro legittimato e fra chi invece lo vede come la rivoluzione positiva in tutti i luoghi di lavoro, assente di qualunque criticità.

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Occhiello di prova

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Giamma

Accordo di attuazione della scheda n. 40 del piano di zona per la salute e il benessere sociale 2018/2020 sottoscritto da Cgil Cisl e Uil e le rispettive organizzazioni di categoria e l’Unione dei Comuni Valli del Reno Lavino e Samoggia.

L’origine della discussioneIntanto è opportuno ricordare che la discussione sul lavoro agile non nasce certo con la pandemia, ma dalla introduzione della legge 81/2017 e fino alla pandemia il ricorso a questa modalità di effettuazione della prestazione è stato sporadico e limitato, anche nei settori, bancario, assicurativo, servizi di comunicazione, nei quali gli accordi si sono fatti.

L’avvento della pandemia ha invece dato luogo a uno straordinario esperimento organizzativo, tecnologico e sociale: nei periodi di maggior ricorso al lavoro agile quasi il 47% dei lavoratori è stato collocato in smart working, senza azioni di accompagnamento, senza formazione specifica, in forma obbligata.